31/05/2018 - Depressione, ci rifugiamo negli psicofarmaci per paura di chiedere aiuto

 

 

 

 

 

 

 

 

di Anna Maria Giannini *

Undici milioni di italiani assumono psicofarmaci per il trattamento di patologie depressive. Si tratta di un dato che si colloca al di sopra della media europea (ben quattro volte superiore) secondo l’Agenzia per il Farmaco  e l’Istituto di Fisiologia Clinica del CNR di Pisa. Una lettura globale evidenzia una percentuale piuttosto elevata (il 20%) di italiani che soffrirebbero di patologie depressive che vengono trattate farmacologicamente.

La prima considerazione metodologica che è opportuno fare riguarda la tipologia di diagnosi, a quali tipi di patologie viene fatto riferimento, come viene effettuata la diagnosi stessa e quali indicazioni vengono prese in considerazione per la prescrizione dei farmaci in questione. E’ importante comprendere, infatti, se le prescrizioni vengono effettuate a seguito di diagnosi specialistica oppure su prescrizione del medico di base, dunque quali tipologie di  approfondimenti vengono effettuati per decidere il trattamento.

 

 

In un quadro complessivo è possibile riflettere su alcuni aspetti che caratterizzano ai nostri giorni i modi di affrontare il disagio, le perdite, le angosce, le difficoltà e il complesso delle emozioni negative che caratterizzano questi stati: la tristezza, la disperazione, la paura, il senso di colpa.

Generalizzando, si assiste ad una progressiva difficoltà a convivere con il dolore, con la paura, con il senso di vuoto e solitudine e si preferisce fare ricorso al farmaco piuttosto che attraversare gli stati che attivano emozioni negative per poter avviare processi di elaborazione e costruire la capacità di resilienza, di reagire cioè in modo costruttivo e fare fronte in modo positivo agli eventi a potenzialità traumatica. Si tende a cercare soluzioni immediate erifugiarsi nei farmaci non lasciando spazio alla possibilità di crescita data dall’affrontare dolore e angoscia.

 Va anche chiarito che le indicazioni a seguire terapie soltanto farmacologiche, soltanto psicologiche o miste vanno date dopo accurata diagnosi e analisi dei percorsi più idonei per la persona in trattamento: gli psicofarmaci possono essere assunti correttamente soltanto con prescrizione medica e con attenta valutazione delle indicazioni e non possono essere sostitutivi della psicoterapia se questa si rende necessaria.

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