30/10/2017 - Raffaele Morelli: 20 consigli per essere felici in coppia

 
 
Tutti vorrebbero esserlo, ma pochi hanno il coraggio di diventarlo veramente. Perché essere felici sul serio, in tutti gli ambiti della vita, realizzare i propri desideri, ai più sembra un’utopia, una meta irraggiungibile, riservata solo a pochi fortunati. Il pregiudizio più diffuso? “Essere felici è difficile”. Ma la lista è lunga, ci sono anche: “per ottenere la felicità devi attendere il futuro”, “la vita migliore è quella senza ostacoli”, “è inutile aspettarsi novità, il copione è già scritto”,… Invece no, non è vero, questi sono solo luoghi comuni, dei continui inganni che continuano a portarci fuori strada: la via per la felicità è molto più semplice e breve di quello che comunemente crediamo. A sostenerlo è il Prof. Raffaele Morelli, il famoso psichiatra e presidente dell’Istituto Riza, nel suo ultimo libro, appena uscito, “Breve corso di felicità. Le antiregole che ti danno la gioia di vivere”, Mondadori.

ESSERE FELICI È POSSIBILE
“La gente pensa che sia complicato essere felici perché lo sguardo è sempre posizionato su un pensiero comune, che solo il sacrificio ci rende felici, mentre invece nessuna pianta fa fatica a fiorire. Siamo convinti che più sforzo facciamo, più raggiungeremo gli obiettivi, che soffrire in fondo ci rende più interessanti, perché star bene è una parola “grossa”. Invece la felicità comporta l’indipendenza, prevede l’assenza di lamenti”, spiega Morelli. “Per essere felici bisogna uscire fuori dai soliti schemi mentali, proprio come fa un bambino quando gioca, che si abbandona a cambiare tante volte identità. Bisogna capire che è errata la convinzione che la felicità arriva dall’esterno, dalle relazioni e dagli oggetti. Invece proviene dall’interno ed è come una corrente misteriosa, di cui non conosciamo né l’origine né la direzione. Ma va bene così: perché l’unica cosa che noi dobbiamo fare è assecondarla, per scoprire veramente chi siamo, al di là della falsa identità che ognuno di noi si è appiccicata addosso”.

Se vuoi liberarti dai soliti intralci mentali, che ti limitano e ti bloccano, ecco 20 consigli presi dal libro per sperimentare la vera gioia di vivere, ogni giorno, tutti i giorni.

1- Non lottare con te stessa
Non ci può essere felicità se continuiamo a dirci che non andiamo bene. Se impariamo ad accogliere quelli che sono i lati negativi del nostro carattere, ci completiamo. La felicità può arrivare solo se ciò che detestiamo di noi e ciò che ci piace stanno insieme.

2- Perditi per ritrovarti
È il miglior modo per ritrovarsi. Capita a tutti, sia a chi crede di avere tutto sia a chi soffre per una perdita, di essere colti da un inspiegabile disorientamento. E ci domandiamo: è davvero questa la mia vita? Questo stato d’animo non va spiegato o allontanato. Arriva per mettere in discussione le nostre certezze e portarci più vicino alla nostra natura. Non serve lottare, occorre invece lasciarsi andare e arrendersi: se ci smarriamo, allora qualcosa può intervenire per guidarci e riportarci sulla nostra strada.

3- Vivi il mistero
Il cosmo abita dentro di te. C’è qualcosa di ignoto al tuo interno: così come ti ha creato, se lo lasci fare ti condurrà alla piena realizzazione. Affidarsi è l’azione fondamentale per la tua vita. Fai ogni giorno una cosa senza dirlo a nessuno: ti aiuterà a entrare in relazione con il mistero. Non sottovalutare la presenza di simboli nel mondo e impratichisciti con i riti: prova, ad esempio, a curare ogni giorno una pianta. Tutte queste azioni ti rimetteranno in contatto con la presenza di una dimensione troppo spesso dimenticata. “Chi non ha il senso del mistero è un uomo mezzo morto” diceva nientemeno che Albert Einstein.

4- Pensa che il piacere rigenera
È mezzanotte e avresti voglia di fare l’amore, ma la testa ti prospetta il prezzo da pagare: è tardi, domani ti aspetta una giornata faticosa… Invece no, abbandonati! Il godimento non stanca, anzi riposa e rigenera: svuoti la mente e nel contempo attivi le aree cerebrali che producono benessere.

5- Stai nel presente
Concentrati sul momento attuale: via il passato e niente voli pindarici nel futuro. L’istante che stai vivendo è l’unico che esiste.

6- Diventa estranea a te stessa
Immagina ogni giorno, per qualche minuto, di essere da sola, fuori dal tempo, in un’altra dimensione: osserva le cose che ti scorrono davanti agli occhi come se fossi solamente una spettatrice, sino a entrare in un piacevole stato di estraneazione… Un’esperienza del genere ti purifica, funziona come il resettaggio nei mezzi tecnologici, ti consente di ripartire da capo e ti riconsegna come nuova a te stessa.

7- Fidati del disagio
Quando soffriamo a causa di un disagio, per un nostro modo d’essere che giudichiamo negativamente o per una parte di noi stessi che non accettiamo, significa che dentro di noi qualcosa sta lottando per venire alla luce. Se ci opponiamo, intrappoliamo il disagio al nostro interno. Se invece gli permettiamo di attraversarci, ci ritroveremo rinnovati e più affini alla nostra essenza.

8- Ritorna bambina
Dimentica quello che credi di essere e ridiventa come una bambina. Sei spontanea, perché priva di schemi mentali. Vivi per intero il presente, dal momento che il passato e il futuro non ti interessano. Sei giocosa, grazie al fatto che sai divertirti con poco o nulla. In questa condizione avverti un senso di magia: sei la protagonista di una favola e dietro ogni svolta può esserci un nuovo incontro o una nuova avventura.

9- Sii consapevole
Ogni tanto, soprattutto quando senti crescere il dolore, quando ti stai intristendo, quando ti vengono in mente i soliti pensieri, ripeti: “Io sono”. Sì, io sono, la vita scorre in me. Allora avverti che tutto ciò a cui dai importanza svanisce; resta solo ciò che è necessario. E lentamente ti accorgi che la felicità sgorga dal di dentro, che non dipende dai successi che ottieni, dai vestiti che compri, dai complimenti degli altri.

10- Non combattere la tristezza
Evita di respingere a tutti i costi i momenti di sconforto e di rabbia. Ti coglie la tristezza? Piangi! Le lacrime si porteranno via tutta la disperazione che provi in quel preciso istante, impedendo che cresca dentro di te per poi travolgerti quando meno te lo aspetti. “Le lacrime sono lo sciogliersi del ghiaccio dell’anima. E a chi piange, tutti gli angeli sono vicini” scrisse Hermann Hesse.

11- Impara a “non pensare”
Spesso i cattivi pensieri sono propaggini di piccoli o grandi rancori originati da un lavoro mentale incessante. Di tanto in tanto, invece prova a non pensare a niente. Per esempio: la mattina, quando vai a lavorare, evita di rimuginare su questo o quel collega che ti ha fatto a dir tuo uno sgarbo, oppure su tuo marito che non ti capisce, ma lasciati attrarre dalla forma di una nuvola nel cielo o dalla chioma di un albero sul viale, oppure da una musica, da un profumo o da qualcosa che accade proprio adesso, in questo momento… in cui tutto è possibile!

12- Apriti al cambiamento
Ripetersi equivale a clonarsi. Diventi la caricatura di te stessa, e nel profondo né ti diverti, né ti piaci. Quando ti accorgi di usare le medesime espressioni, di reagire allo stesso modo, di corteggiare con le identiche modalità, fermati, concediti una pausa di silenzio e lascia che da essa scaturisca qualcosa di diverso.

13- Cerca il silenzio dentro di te
Cerca lo spazio vuoto e silenzioso dentro di te. In quel vuoto risiede l’energia vitale, un’energia che contieni e che in un certo senso ti contiene, essendo cosmica. Le identità, i rancori, i pensieri e i progetti si dissolvono e lasciano spazio al vuoto, che inevitabilmente attirerà il cambiamento perché come scrisse il mistico Meister Eckhart, “Dio non può fare a meno di scendervi”.

14- Compi piccole azioni ogni giorno
Nessun rinnovamento è autentico se non è pratico. Anziché riflettere su cosa è accaduto e su come uscirne, agisci. Grazie all’azione le paure si stemperano e dall’inconscio affiora ciò che sei e ciò che vuoi. Parti pure dalle azioni minime e sperimenta ogni giorno qualche novità: può trattarsi di un’attività sportiva, un diverso percorso per andare al lavoro, un cibo che non avevi mai voluto assaggiare. Gradualmente, ti abituerai a cogliere il nuovo.

15- Non pensare agli errori passati
L’idea che comprendere gli errori commessi in una relazione finita possa scongiurare il rischio di nuovi fallimenti amorosi non sempre corrisponde a verità. Inoltre può diventare pericolosa per la felicità futura, specialmente se ci impone strategie e tattiche costruite a tavolino, che priveranno di spontaneità le nuove storie che vivremo.

16- Non attendere il lui ideale
Sognare il principe azzurro significa continuare a paragonare l’incontro vero con quello che ritieni sia il tuo ideale di uomo. Non facciamo altro che valutare il partner a fronte del modello che abbiamo in testa e così passiamo il tempo a misurare la relazione, a fare confronti, soffocando il piacere e le novità dello stare assieme.

17- Non pianificare la coppia
Forse i partner precedenti erano l’uomo o la donna “giusti”, ma il rapporto è finito perché sono rimasti schiacciati sotto il peso di una rigida pianificazione, che non ha permesso loro di esprimersi. L’amore non conosce schemi e soffre ogni volta che lo ingabbiamo in un programma. Proprio come un seme, ha bisogno di buio e silenzio per crescere e può dare i suoi frutti migliori solo se gli consentiamo di svilupparsi con i suoi tempi.

18- Non costringersi a essere buona
La cosa peggiore che ti può capitare è vivere nell’illusoria sicurezza di essere “buona”. Invece dentro ognuno di noi si nascondono zone oscure, indispensabili per portare allo scoperto la nostra vera natura. Ti senti irritata nei confronti di qualcuno? Prendi coscienza della tua rabbia, non far finta che vada tutto bene, ma allo stesso tempo non attaccarti a questo pensiero: la cosa importante è osservare il tuo stato d’animo. Ricorda che tutto ciò che accade, anche quello che sembra cattivo o insolito, rappresenta di per sé un’opportunità di svolta.

19- Cerca una “tana” calda e sicura
Quando stai trascorrendo un periodo di sofferenza, circondati delle persone a cui sei più affezionata, quelle in grado di comprendere e sopportare i tuoi musi lunghi e i piagnistei. Confidarti con tutti i tuoi amici e con chiunque sia disposto ad ascoltare non ti serve; al contrario, a furia di raccontarla agli altri la sua sofferenza si acuisce. Hai bisogno di una “tana” sicura e protetta, del buio e del silenzio per poterti ritemprare.

20- Smettila di lamentarti e di ascoltare lamentele
Quando si è in compagnia di altri, specialmente dei colleghi di lavoro, è facile che la conversazione si trasformi in uno scambio di recriminazioni: sul lavoro, sul capo, sugli altri colleghi, sui problemi anche personali. Prima uno espone i suoi lamenti, mentre l’altro ascolta, poi i ruoli si invertono. Ma così finisci in una spirale dannosa; entri in canali di comunicazione che ti portano fuori dal presente, in una dimensione segnata da recriminazioni e dal rimuginare che non conduce a nulla di positivo.




Per gentile concessione della casa editrice Mondadori

 

DI VERONICA MAZZA

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